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L’università della terra

A circa diciannove ore di volo da Oaxaca c’è la scuola Pietro Maffi di Roma. Come tutte le elementari qualche anno fa ha dovuto fare i conti con l’eliminazione dell’esame di quinta: del resto siamo nella società liquida che sembra rifiutare qualsiasi rito di passaggio. Per questo, quando hanno eliminato l’esame di quinta c’è stato chi non ha gradito: nella scuola Maffi, a Primavalle (la cui preside era Renata Puleo, leggi Quando ripensammo l’esame di quinta ), hanno recuperato e capovolto completamente l’esame , coinvolgendo insegnanti, bambini e genitori in alcune gioiose giornate in cui mostrare cosa le classi quinte avessero imparato nell’arco dei cinque anni, di come tutti e ciascuno avessero costruito sapere comune. Non c’erano voti da assegnare in quei giorni ma bambini che raccontavano, condividevano e commentavano. Non c’era l’obbligo di frequentare ma non si registrò una sola assenza. L’esperienza è andata avanti per un po’ di tempo. La domanda non è perché quella fantastica esperienza si è conclusa, ma come ha fatto a nascere, resistere e crescere per diversi anni. A pensarci bene, tutte le forme di ribellione nascono, si nascondono, a volte si travestono, muoiono e poi rinascono, magari in altre forme, luoghi, linguaggi.

quando hanno eliminato l’esame di quinta c’è stato chi non ha gradito: nella scuola Maffi, a Primavalle Quando ripensammo l’esame di quinta hanno recuperato e capovolto completamente l’esame

Perché sono importanti le esperienze di Oaxaca e di Primavalle?

Perché sono un modello, no. Sono importanti perché dimostrano che è possibile avviare in qualsiasi momento percorsi di cambiamento profondi e non limitarsi alla protesta e alla proposta, pur indispensabili . Una volta Gianfranco Zavalloni, maestro e dirigente scolastico, ma anche orgoglioso burattinaio e autore di un libro prezioso, La pedagogia della lumaca , ha scritto:

Perché sono un modello, no. Sono importanti perché dimostrano che è possibile avviare in qualsiasi momento percorsi di cambiamento profondi e non limitarsi alla protesta e alla proposta, pur indispensabili

“Possiamo cambiare la scuola senza bisogno che un ministro ce lo venga a dire o a imporre”.

Zavalloni pensava che difendere la scuola pubblica non fosse sufficiente e che la riforma della scuola si potesse fare tutti i giorni nelle classi, avendo consapevolezza e speranza. Occorre essere sinceri: oggi come venti anni fa, dunque anche prima della feroce aziendalizzazione della scuola, troppi bambini e ragazzi , non solo non ribaltano le condizioni sociali delle famiglie e dei territori di provenienza (all’uguaglianza che non c’è a scuola Christian Raimo ha dedicato il suo ultimo libro Tutti i banchi sono uguali, Einaudi), ma non studiano e non frequentano con piacere scuole e università e questo è un problema di tutti. Il punto è che ogni apprendimento nasce da un interesse reale e i docenti hanno anche il compito di far nascere e coltivare quell’interesse: per questo serve, ad esempio, eliminare le cattedre, mettere gli studenti in cerchio e farne poco a poco una comunità tra discussioni, confronti, esercizi di pensiero critico. Scuola e università, in primis come comunità di ricerca (Antonio Vigilante e Fabrizio Gambassi ne parlano in modo approfondito nel loro libro Alternativa nella scuola pubblica da poco uscito per Ledizioni, di cui è possibile leggere La scuola come comunità ).

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Blog dei dipendenti della Regione Siciliana

In Francia, sciopera il personale e chiude la Tour Eiffel. Ricordate cosa è accaduto in Italia per un’assemblea di 3 ore al Colosseo?

Scritto il da benedettomineo

Chiuso per sciopero il monumento simbolo di Parigi. I cancelli di accesso alla Torre Eiffel sono rimasti sbarrati a causa di una agitazione del personale.

Nel resto del mondo scioperi e assemblee fanno chiudere i musei. In Italia ora è vietato

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da benedettomineo

Anticipazione buonuscita per l’acquisto della prima casa: pubblicato nell’apposita sezione del portale il decreto direttoriale n. 1914 del 04/07/2018 di approvazione della graduatoria dell’anno 2015, con gli elenchi degli ammessi e degli esclusi.

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Scritto il da benedettomineo

Dalla Cassazione arriva una brutta notizia per gli stakanovisti della pubblica amministrazione: chi ha accumulato giorni di ferie non goduti sperando poi di monetizzarli quando va in pensione o si trasferisce da un ramo all’altro del pubblico impiego, non potrà chiedere facilmente un’indennità sostitutiva. È meglio dunque andare in vacanza .

stakanovisti meglio dunque andare in vacanza

Per passare all’ incasso delle ferie non consumate , non è sufficiente – spiega la Suprema Corte – sostenere la semplice carenza di organico, ma servono documenti circostanziati che dimostrino “eccezionali e motivate esigenze di servizio o cause di forza maggiore” che hanno reso indispensabile la rinuncia alle vacanze, lontano dal lavoro.

L' ARTICOLO

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L' è la particella grammaticale che si premette al nome o a parti del discorso , precisando se si tratta di un essere o di un oggetto individuato () o di un essere o di un oggetto non individuato ().

ha due forme per il singolare maschile () e due per il plurale maschile (); una forma per il femminile singolare () e una per il femminile plurale (). L'articolo determinativo, dunque, si declina secondo il ( ) e secondo il numero ( ).

Nell'uso dell'articolo determinativo si osservano di norma le seguenti regole:

Sull'uso dell'articolo, inoltre, osserviano che si omette:

1) davanti ai nomi di città e di piccole isole (), salvo alcuni casi in cui l'articolo fa parte del nome proprio (). Si mette invece l'articolo (sempre femminile) quando il nome di città è seguito da un attributo e da un complemento di specificazione: ; 2) davanti ai nomi propri di persona (); tuttavia, nel linguaggio popolare e familiare, i nomi femminili si fanno precedere, di solito, dall'articolo (). Questa eccezione non vale per i nomi storici e mitologici: ; 3) coi nomi in (), a meno che il nome non sia accompagnato da un aggettivo (); 4) con i seguiti da un complemento predicativo del soggetto () o dell'oggetto (); 5) coi nomi usati in (); 6) con i (); 7) nei proverbi e sentenze (); 8) in numerosi gruppi nominali (); 9) generalmente nei titoli dei libri o capitoli e nelle scritte murali (); 1O) con i nomi di parentela preceduti da un aggettivo possessivo che non sia (), a meno che il nome non sia plurale () o preceduto da un aggettivo qualificativo (), o che il possessivo segua il nome (). Si deve però usare sempre l'articolo coi nomi e , anche se accompagnati da possessivo (); 11) i pronomi possessivi ( ) femminili omettono l'articolo ( ) quando precedono immediatamente i nomi di :

L'articolo si usa: 1) coi nomi di regioni, stati e continenti (); ma se vengono usati come complementi di specificazione o di luogo, si può talvolta omettere l'articolo (); 2) con i nomi di fiumi, laghi, mari e monti (); 3) con i cognomi di personaggi celebri del passato non preceduti dal nome ( (ma vanno scritti in questa forma); oggi, però, si tende ad omettere l'articolo con i cognomi illustri che hanno acquistato forza di nome (). I cognomi di donna richiedono invece sempre l'articolo, per evitare ambiguità ( ecc.); 4) con i soprannomi (); 5) con i nomi astratti (); 6) con i nomi di materia (); 7) con i nomi concreti usati in senso generale: (per: ), (per: ), , ecc.; 8) con i nomi indicanti cose uniche in natura, quali: ; 9) a volte, nell'uso popolare, l'articolo determinativo è usato senza necessità logica, in senso : ad esempio,

, usato solo al singolare, ha le forme per il maschile, per il femminile; al plurale si usano le forme del . La forma (troncamento di ) si premette ai nomi maschili che cominciano per consonante e per vocale; in quest'ultimo caso non va mai apostrofato (). si premette ai nomi comincianti per impura, : ad esempio, . La forma si premette a tutti i nomi femminili che cominciano per consonante (). Dinanzi alla vocale si usa la forma apostrofata : . A differenza dell'articolo determinativo, quello indeterminativo si può usare , ma in tal caso ha funzione di : Anche nelle combinazioni sono pronomi.

LE PREPOSIZIONI ARTICOLATE

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L'articolo determinativo, quando è preceduto dalle preposizioni , si fonde con esse, formando le ( ), dette anche . Le preposizioni e vanno separate dall'articolo.

Ecco il prospetto delle forme:

Sono da evitare le forme , perché si confondono con altre parole (). Al posto di esse si adoperano le forme separate: , ecc. Le preposizioni articolate composte dalla preposizione , oltre che indicare i relativi complementi ( ), possono avere talora significato . Le forme plurali valgono poi come plurale dell'articolo indeterminativo ( ).

è formato dalle preposizioni articolate con valore di : ad esempio, (= un po' di pane); (= alcune mele). La preposizione articolata quando è usata con valore partitivo, introduce il complemento oggetto () o anche il soggetto (. Per buona regola, si evita il partitivo qualora dovesse essere retto da altra preposizione: ad esempio, (e non: ). Si omette il partitivo: a) in frasi negative: ; b) se il nome è preceduto da un aggettivo quantitativo o da un attributo di materia: ; c) nelle enumerazioni: ; d) nelle espressioni a formula fissa:

L' USO DELL' ARTICOLO

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L'articolo, sia determinativo che indeterminativo, precede sempre immediatamente il nome al quale si riferisce e concorda con esso in ( ) e numero ( ). Tuttavia, fra l'articolo e il nome possono stare gli aggettivi di qualunque specie che al nome si attribuiscono, e anche gli avverbi di grado e di qualità che eventualmente siano destinati a modificarne il senso: ad esempio, Al posto degli aggettivi possessivi , si possono porre tra l'articolo e il nome le voci ; e anche , che però va abbreviato in : ad esempio,

In caso di un'enumerazione, quando il primo nome ha l'articolo, tutti gli altri vogliono l'articolo se sono considerati indipendenti l'uno dall'altro: ad esempio, . Ma se i vari nomi della serie sono sinonimi o formano un concetto unico, allora l'articolo non si ripete, purché tutti i nomi siano dello stesso genere e numero: ad esempio, Se i sostantivi accompagnati dallo stesso attributo variano di genere e di numero, bisogna ripetere l'articolo e l'attributo: ad esempio, Se gli aggettivi distinguono varie specie o qualità del sostantivo, hanno ciascuno l'articolo: (o:); (o: ).

Casi in cui si omette l'articolo: clicca qui

L'articolo si omette nei seguenti casi:

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